L’azienda Fico nasce con lo scopo di valorizzare e trasformare il fico d’India.

Ogni anno vengono prodotti centinaia di migliaia di quintali di prodotto fresco destinato ai mercati ortofrutticoli e alla GDO, solo una piccolissima parte viene destinata alla trasformazione sotto forma di: liquori o confetture. Per cui mi sono chiesta: che cos’altro si produrre con questo frutto?

Da lì, insieme a mio marito abbiamo iniziato a fare ricerche in internet e successivamente abbiamo iniziato a fare alcuni test!

Mentre gli esperimenti andavano avanti, ci siamo resi conto che c’era molto scarto e  forse la soluzione per aumentare la redditività e la presenza attiva in tutti i periodi dell’anno del frutto poteva essere rappresentata proprio da quella notevole quantità di avanzi che alla fine della giornata buttavamo via.

Abbiamo iniziato dai cladodi (pale) che ogni anno vengono prima diradati dalla pianta e poi buttati sul terreno per essere successivamente schiacciati dai mezzi agricoli, abbiamo fatto alcune ricerche e ci siamo resi conto che i cladodi hanno proprietà straordinarie per certi versi superiori anche a quelle del frutto. Abbiamo visto che in altri paesi quali: il Messico e il Portogallo, viene prodotta una confettura, per cui abbiamo fatto alcuni esperimenti, ma dopo qualche prova, abbiamo capito che quella non era la strada giusta perché il prodotto non era abbastanza gradevole. Tra una cosa e l’altra ci siamo detti: “se i cladodi (da un certo punto di vista) appartengono alla categoria degli ortaggi, perché non proviamo a fare una crema spalmabile salata?

E così dopo vari tentativi abbiamo creato il primo patè di cladodi di fichi d’india.

Il discorso è stato un tantino diverso per le bucce!  La nostra priorità è sempre stata quella di creare un prodotto di qualità partendo dalla base che è il frutto!  quindi dando massima priorità alla scelta (cernita) del prodotto e soprattutto al colore della polpa.  Ogni giorno si sbucciavano migliaia di fichi d’india ed andare a depositare tutte quelle bucce nel cassonetto dei rifiuti ci sembrava uno spreco assurdo, per cui ci siamo chiesti: visto che il sapore della buccia è un po’ agrodolce, perché non proviamo a produrre una chutney?

L’esperimento ebbe successo e nacque anche la prima confettura di bucce di fichi d’india in agrodolce meglio conosciuta come chutney!

Ma i test non finivano li, infatti nella fase della spremitura del prodotto, dove vengono separati la polpa dai semi, abbiamo notato che venivano fuori miglia di semi che secondo il nostro punto di vista non dovevano essere buttati via. Anche perché parte  dei  benefici del frutto derivano proprio dai semi…

Per quanto concerne le confetture (senza alterare la tradizionale confettura di fichi d’india) abbiamo cercato di arricchirla estendendo i propri usi all’aperitivo (oltre che alla colazione) visto che si  sposano bene con i formaggi. Dopo svariati test sono venuti fuori i seguenti prodotti: confettura di fichi d’india e peperoncino (ottima sui formaggi), confettura di fichi d’india uvetta e brandy, confettura di fichi d’india e mandorle (ottima a colazione e sui formaggi), confettura di fichi d’india polpa gialla e confettura di fichi d’india cioccolato, quest’ultima solo riprodurre il frutto sul vaso.

Nell’arco di poche settimane abbiamo creato 18 etichette di prodotti suddivisi in: confetture, chutney, patè, fiori e semi.

L’obiettivo futuro è quello di aumentare la gamma e introdurre nel mercato, prodotti: gradevoli, sani, naturali e innovativi, con lo scopo di allargare di volta in volta il focus target.

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